UNA MANO PER IL NEPAL

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Una Mano Per il Nepal è il blog dell’associazione Apeiron Onlus, impegnata dal 1997 a migliorare le condizioni di vita delle donne, in Nepal e non solo. Sul nostro blog leggerai storie e racconti del nostro lavoro quotidiano.

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Una CASANepal tutta nostra: un grande sogno che diventa realtà – seconda parte!

Questa settimana nel blog pubblichiamo la seconda parte del racconto di Barbara Monachesi su quello che da sempre è il progetto del cuore di Apeiron: CASANepal. Ormai siamo vicinissimi alla sua inaugurazione e non vediamo l’ora di darvi nuovi aggiornamenti su questo progetto!

A CASANepal utilizziamo quello che in linguaggio tecnico viene chiamato survivor-centred approach. Si tratta di un approccio che si manifesta soprattutto attraverso il massimo rispetto dell’autonomia decisionale delle nostre ospiti, il diritto a un trattamento  dignitoso e privo di alcun giudizio o pregiudizio circa la situazione e gli eventi che hanno portato le utenti a rivolgersi a noi, nonché un’informazione esaustiva ed attuale sui servizi e le risorse disponibili, sulle possibili azioni a sua tutela, sui rischi per sé e per i figli.

Negli anni CASANepal ha dimostrato ampiamente il proprio valore, ricevendo il plauso di numerose entità nazionali ed internazionali, tra queste ricordiamo l’Asian Network of Women’s Shelters che, dopo aver visitato la nostra struttura, ha richiesto la partecipazione di una nostra rappresentante alle Conferenze Continentali a Singapore e a Taiwan per presentare il lavoro svolto sino ad oggi e la metodologia adottata e l’agenzia delle Nazioni Unite UNFPA che ha assegnato ad Apeiron Nepal il compito di fornire assistenza tecnica a sette strutture di accoglienza governative site in distretti remoti delle regioni orientali ed occidentali del Paese.

Così a distanza di oltre 10 anni dall’avvio di CASANepal e alla luce degli importanti risultati ad oggi raggiunti, è emersa l’esigenza di garantire autonomia e sostenibilità alla struttura, evitando che l’esistenza ed il funzionamento della stessa dipendano esclusivamente da contributi e fondi esterni. CASANepal, con il suo approccio olistico e survivor-centered, ha infatti costi di gestione piuttosto elevati (circa 70.000 euro l’anno) ed è diventato quindi di vitale importanza per noi di Apeiron garantirne la sopravvivenza e, al tempo stesso, puntare ad un continuo miglioramento dei servizi offerti. Per farlo è stato individuato come primo importante passo quello di assicurare ad Apeiron la proprietà dell’edificio ove vengono ospitate le beneficiarie. 

Ed è con questa consapevolezza che abbiamo affrontato il lungo viaggio che ci ha portato oggi ad avere una struttura funzionale e di nostra proprietà, la nostra nuova CASANepal dei sogni. Ma arrivare a questo risultato non è stato affatto semplice. 

I primi passi li abbiamo mossi nel 2016 quando abbiamo finalmente potuto permetterci di acquistare il terreno adatto grazie ad un lascito ricevuto da parte di una nostra cara amica e sostenitrice, prematuramente scomparsa. Ci siamo quindi messi alla ricerca di uno studio locale di architetti ed ingegneri che fosse in grado di interpretare il nostro sogno e quello delle donne e ragazze che ospitiamo ogni anno.

Dopo un’attenta analisi e diversi incontri con numerosi studi di Kathmandu abbiamo commissionato i disegni tecnici, i calcoli ingegneristici e il computo estimativo a quello che maggiormente si era distinto per professionalità e qualità del lavoro svolto per precedenti committenti. Insieme agli architetti abbiamo cercato di coinvolgere al massimo lo staff e le beneficiarie ospitate in quel momento a CASANepal nella progettazione, per essere certi che il risultato fosse davvero funzionale. Quanto all’estetica della struttura, abbiamo chiarito sin da subito che volevamo ispirarci all’antica meravigliosa architettura newari, l’etnia autoctona della Valle di Kathmandu, ripensata in chiave moderna grazie all’uso di nuovi materiali, sempre comunque disponibili in loco, e alle numerose innovazioni tecnologiche.

La proposta progettuale che abbiamo infine deciso di adottare ha scomposto il complesso in 3 fabbricati principali, ognuno con accesso indipendente, e ha previsto, a completamento, edifici accessori esterni: una cucina e dei servizi igienici, una guardiola, un piccolo stabile composto da una stanza destinata alla prima accoglienza ed una da utilizzare come infermeria per le ospiti malate (per evitare il contagio) ed un locale per la produzione e lo stoccaggio di vari articoli prodotti dalla nostra impresa sociale interna e destinati alla vendita.

Abbiamo chiesto agli architetti di fare in modo che la nuova struttura di accoglienza sfruttasse al massimo la luce naturale del sole lungo il suo percorso giornaliero, garantendo così la trasmissione di calore durante la stagione invernale sia negli spazi interni che esterni, ed offrendo allo stesso tempo luce naturale ad ogni stanza. Inoltre, il nuovo edificio è stato ideato tenendo in elevata considerazione le norme antincendio e di sicurezza sismica e la sua massima sostenibilità economica e ambientale. 

È arrivato quindi il momento di scegliere l’impresa edile che avrebbe realizzato il progetto. Per essere certi di affidare lo stesso alle mani giuste, abbiamo organizzato una vera e propria gara d’appalto alla quale hanno risposto 9 tra le più rinomate imprese edili locali. Questo ci ha permesso di scegliere quella che proponesse il miglior rapporto tra la qualità dei lavori in generale e dei materiali in particolare ed il costo degli stessi.

Il giorno di Natale del 2017 abbiamo finalmente firmato il contratto con l’impresa di Kathmandu SMT. Ero quindi convinta che avremmo potuto incominciare immediatamente i lavori. Invece i colleghi di Apeiron in Nepal hanno suggerito di realizzare prima una cosiddetta Bhoomi Pooja e non potevo che essere d’accordo con loro. Si tratta infatti di una preghiera a Madre Terra con la quale le si chiede il permesso di costruire qualcosa sulla sua superficie. Nel giorno che il prete induista riteneva propizio per la cerimonia ci siamo quindi trovati sul terreno dove sarebbe presto sorta la nuova CASANepal, cantando inni speciali e usando molti oggetti diversi tra cui fiori, curcuma, polvere di sandalo e noci di betel.  

I lavori sono quindi iniziati verso fine Gennaio 2018 e si sono appena conclusi. 

Seguire i lavori, assicurandosi che le persone coinvolte venissero trattate con dignità e pagate onestamente senza che la qualità della costruzione venisse però in alcun momento compromessa è stato un viaggio indiscutibilmente molto faticoso. Ma allo stesso tempo un viaggio emozionante, che abbiamo intrapreso con il solito entusiasmo ed avendo sempre ben chiaro quale era l’obiettivo ultimo dei nostri sforzi: avere la migliore struttura possibile per tutte quelle donne e quelle ragazze che, proprio come Devi e Sunita, continuano a ricorrere al nostro aiuto per avere una reale opportunità di riscatto.

A proposito dell'autore
Barbara Monachesi è responsabile dei progetti di Apeiron in Nepal, dove vive dal 2005.

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I commenti dovranno essere approvati prima della pubblicazione.

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Commenti (10)
  • Paola Bellettini

    Fantastico lavoro bravissimi

    • Grazie di cuore Paola!

  • Paola Nicoli

    Bravissimi tutti ,sono contenta che il mio impegno in Italia per la raccolta fondi ha portato a questo risultato ,complimenti Paola Nicoli

    • Grazie Paola, il tuo impegno in Italia insieme al gruppo di socie di Cento è stato e continua ad essere fondamentale!

  • Benedetta

    Mi sembra proprio che abbiate fatto un ottimo lavoro! Complimenti!

    • Grazie Benedetta, se vuoi venire a trovarci ti aspettiamo a braccia aperte!

  • Claudio

    Bravissimi sono contento che siate riusciti realizzare il vs sogno e tantissimi auguri per il futuro

    • Grazie mille Claudio, anche del vostro sostegno continuo!

  • Anna Maria

    Brava Barbara , bellissimo progetto , sono felice di avere contribuito , anche se in minima parte, a tutto questo . Ora non rimane che vederla di persona!

    • Ciao Anna Maria, il tuo supporto è stato preziosissimo. Noi ti aspettiamo a braccia aperte per farti vedere dal vivo la nuova CASANepal!