UNA MANO PER IL NEPAL

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Una Mano Per il Nepal è il blog dell’associazione Apeiron ODV, impegnata dal 1996 a migliorare le condizioni di vita delle donne, in Nepal e in Italia. Sul nostro blog leggerai storie e racconti del nostro lavoro quotidiano.

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Un progetto di ricerca Apeiron: riflettere sul passato per costruire insieme il futuro

Per tutte le realtà associative, grandi o piccole che siano, arriva il momento di avviare una riflessione interna, necessaria per fare il punto sulla propria storia, dare un senso ulteriore ai passi compiuti e tracciare il nuovo sentiero col quale stabilire futuri obiettivi.

È con queste parole che, sinteticamente descriverei quanto è stato fatto negli ultimi quattro mesi. A partire da maggio, dopo aver superato la selezione interna predisposta dall’organizzazione, ho sviluppato, in sinergia col team operativo di Apeiron OdV, un progetto di ricerca col quale rispondere a nuovi interrogativi:

Quali sono le risorse dell’Associazione? Come possono essere investite e adattate in vista dell’avvio di nuove attività sul territorio italiano? Quali sono i punti di contatto con altre realtà/enti, che già operano sulla tematica della violenza di genere e delle migrazioni?

La ricerca è stata condotta tenendo conto di tre elementi: la storia di Apeiron e del suo progetto più grande, CASANepal, l’analisi della cultura organizzativa del team italiano e gli scenari futuri di Apeiron OdV. La riflessione intorno agli ultimi due aspetti si è intrecciata alle problematiche attuali, prima tra tutte quella connessa alla pandemia, che ha profondamente cambiato le modalità di lavoro aggravando ulteriormente la condizione professionale delle donne.

Nella prima parte della ricerca è stato analizzato il progetto pluridecennale dell’Associazione, la creazione di CASANepal, cercando di individuare gli elementi positivi e negativi che hanno contraddistinto l’operato del team di lavoro sia nei momenti di avvio che nelle fasi successive. Sistematizzare un’esperienza costituisce un momento di analisi importante grazie al quale è possibile, partendo dal recupero del processo vissuto, osservare sotto una luce diversa tutte le fasi che lo hanno reso possibile, individuando le interconnessioni e gli elementi di criticità affrontati con l’obiettivo di riconoscerli per farvi fronte preventivamente all’avvio di nuovi programmi.

La riflessione sul passato è funzionale a predisporre nuovi passaggi futuri, primo tra tutti la creazione di progetti di intervento sul territorio italiano, focus centrale della ricerca.

La mission di Apeiron è solida e ben delineata attraverso la Theory of Change: il suo scopo resta quello di combattere le discriminazioni migliorando le condizioni di vita delle donne e dei bambini/e, ma oggi è giunto il momento di capire se queste finalità possono trovare nuovi spazi di applicazione sul territorio italiano.

Per questo, si è partiti dall’analisi del gruppo operativo in Italia, specializzato da sempre sul lavoro agile. Oggi il concetto di smart-working è entrato prepotentemente nel nostro vocabolario: come fare però per renderlo davvero uno strumento di conciliazione dei ritmi di vita e di lavoro, in particolare per le donne? Il lockdown ha rivelato infatti come questa modalità abbia influito negativamente sulle possibilità di lavoro delle donne, facendo loro avvertire tutto lo stress derivante dalla necessità di “incastrare” lavoro, gestione dei figli/e o dei parenti anziani e della cura della casa in una sorta di puzzle complicatissimo e incompleto. Lavorare in una modalità “smart” può  essere una grande conquista per le famiglie, per facilitare le relazioni e la possibilità di prendersi cura anche di se stessi/e, a patto che entrambi i genitori assumano su di sé parte delle responsabilità domestiche.

Per favorire questo cambio di mentalità è necessario lavorare sul contrasto agli stereotipi di genere, considerati dagli studiosi/e alla base delle disparità sociali ed economiche subite dalle donne. Gli stereotipi appaiono spesso come “problemi di serie B”, poiché essi hanno un impatto meno visibile della violenza domestica, fisica e sessuale. Soprattutto in Italia si fatica a comprenderne pienamente gli effetti e per questo è indispensabile agire con momenti formativi e di sensibilizzazione, che possano aiutare tutti/e (operatori, sostenitori, soci) a costruire un terreno comune da cui partire.

Apeiron conosce gli effetti della violenza sulle donne e dispone di ottime competenze per affrontarla, sia in chiave operativa che strategica: per questo le sue possibilità di sedimentarsi, col tempo, anche sul territorio italiano sono altamente auspicabili.

Attraverso le azioni di ricerca è stato possibile delineare alcuni passaggi strategici da compiere: effettuare un’indagine territoriale per comprendere su quali aspetti della discriminazione di genere sia oggi necessario intervenire, avviare collaborazioni e partenariati con le realtà – locali e non – che si occupano di queste tematiche, formare ulteriormente il team di lavoro per dare risposte sempre più efficaci e innovative a questo problema di natura sociale.

Un altro aspetto fondamentale – che da sempre caratterizza l’Associazione – è il grande supporto fornito dai volontari/e e dai sostenitori/trici: persone motivate a lavorare concretamente per rendere il mondo un posto migliore. Anche per le future azioni sul territorio italiano la loro presenza sarà sempre indispensabile.

A proposito dell'autore
Alessia Dulbecco è una pedagogista, counsellor e formatrice che ha condotto il progetto di ricerca di Apeiron nell'ambito del progetto

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