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Teji Festival, una festività tutta al femminile

L’origine della festività di Teej

Il Teej è una festività tutta al femminile, in cui viene celebrata la Dea Parvati e la sua unione con Shiva. Si tratta di una festività antichissima, legata anche all’arrivo del monsone. Nella mitologia indu sta ad indicare il momento in cui Parvati è riuscita a farsi accettare e sposare dal dio Shiva.

Si racconta, infatti, che Shiva si fosse ritirato in solitudine assoluta per piangere la morte della sua prima moglie e nessuno riuscisse ad avvicinarlo per interrompere il suo dolore che durava ormai da moltissimo tempo. Alcune credenze riferiscono che Parvati abbia digiunato per 108 anni per attirare l’attenzione di Shiva, altre che abbia affrontato centinaia di rinascite e di penitenze prima che il dio si accorgesse di lei e del suo spessore spirituale.

Questa festa quindi sta a simboleggiare e festeggiare l’abnegazione di Parvati e l’unione con il potente dio: rappresenta, in poche parole, la devozione femminile verso il proprio sposo e la potenza della preghiera delle mogli per la salute di quest’ultimo.

In Nepal le donne si riuniscono a Pashupatinath  il grande e maestoso tempio dedicato a Shiva, e in molti altri templi a lui dedicati.

La celebrazione del Teej in Nepal

Le donne indossano splenditi sari rossi che spesso sono i loro abiti nuziali. Si decorano mani e piedi con disegni fatti con henné e indossano gioielli e braccialetti di vetro che simboleggiano l’unione matrimoniale. Si truccano e si acconciano i capelli con grande cura.

Tutto viene curato nei minimi particolari. Le donne cantano, ballano e pregano per l’avvenuta unione della dea Parvati con il dio Shiva. Come abbiamo ricordato, la festa rappresenta l’unione fra moglie e marito e quindi si prega per il benessere famigliare. Partecipano alle celebrazioni anche le ragazze nubili, che invece pregano per l’arrivo di un buon marito oppure per le altre donne della famiglia.

La festa ha una durata di tre giorni durante i quali le donne digiunano e si astengono quasi del tutto dal bere, dall’alba al tramonto. Bere durante questi giorni di festa equivale metaforicamente a bere il sangue del proprio marito.

In questi tre giorni le donne non lavorano e non si dedicano alle incombenze casalinghe, ma stanno insieme, giocano, cantano, ballano e leggono testi sacri. Tutto è un tripudio di colori, suoni e allegria. In questi giorni le donne sono le assolute protagoniste come mai durante il resto dell’anno.

La festa di Teej ai giorni nostri

Ai giorni nostri la festività ha perso un po’ del suo significato profondamente spirituale per diventare una sorta di festa per le donne, modificando con il trascorrere del tempo il significato stesso di Teej.

Le donne continuano a pregare per la prosperità e salute del proprio sposo, ma ne fanno anche un momento di libertà e di emancipazione anche se in qualche parte della realtà indu si arriva a fare cose estreme e, per noi occidentali, poco comprensibili per questa festa.

Loredana

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