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Non solo qualità: pari opportunità nelle scuole del Nepal rurale

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20 Febbraio 2021

L’istruzione ha assistito a notevoli cambiamenti di paradigma negli ultimi decenni in Nepal. Dagli anni ’50 agli anni ’90, “l’accesso all’istruzione” ha costituito uno dei programmi nazionali più significativi. Tuttavia, dagli anni ’90 ad oggi, il paradigma dell’istruzione è passato da “accesso all’istruzione” a “istruzione di qualità”.

A maggio 2019, Apeiron ha dato il via ad un progetto volto a migliorare la qualità dell’educazione di base nelle scuole di Dhading e Bhojpur, due distretti rurali del Nepal in cui la maggior parte della popolazione vive di agricoltura di sussistenza e ha un reddito base molto basso. L’obiettivo era stato quello di creare un ambiente adatto ai bambini e alla loro istruzione, fornendo degli spazi sicuri e stimolanti in cui potessero giocare, imparare e crescere. Oltre all’allestimento delle aule e dei materiali scolastici, il progetto ha previsto la formazione di insegnanti adeguati e qualificati, in grado di fornire un’educazione di qualità agli studenti.

I risultati ottenuti sono stati molti e se avete voglia di approfondire questo argomento potete trovare il nostro articolo a riguardo: “Migliorare la qualità dell’educazione di base in Nepal”.

Durante l’implementazione del progetto, è stato però osservato che all’interno di entrambe le comunità, così come in quasi tutto il territorio del Nepal, esistono molti ostacoli che impediscono ai bambini di accedere ad un’istruzione di qualità. Pratiche profondamente radicate e stereotipi di genere sono stati fattori molto forti e prevalenti che impediscono direttamente ed indirettamente alle studentesse di accedere alla stessa istruzione dei ragazzi.

Dalla nostra esperienza e dai nostri studi, abbiamo avuto la conferma che la scuola è uno spazio in cui, purtroppo, si verificano diversi episodi di violenza e discriminazione. Samita, una ragazza di 16 anni dell’ottavo anno della scuola di Bhojpur, ci ha raccontato come lei e molte sue compagne si sentano continuamente umiliate dai costanti atti di bullismo che subiscono dai propri compagni maschi, che prendono di mira parti del corpo femminili o le mestruazioni.

A questo proposito, è sconcertante e succede ancora troppo spesso che in molti istituti non sia previsto che le ragazze gestiscano le mestruazioni all’interno della struttura e per questo motivo, quando accade che una studentessa abbia il ciclo durante l’orario scolastico, si senta costretta a tornare a casa e perdere diverse ore o giorni di lezione. Ciò che è ancora più grave, è che proprio gli insegnanti uomini rifiutano di voler parlare apertamente di questo “problema”.

Ma il quadro generale delle ingiustizie di genere che si verificano nell’ambiente scolastico non è ancora completo. Siamo venuti a conoscenza di alcuni casi di stupro all’interno delle due scuole coinvolte nel progetto, in seguito del quale alle ragazze vittime è stata negata la possibilità di tornare a scuola.

Tutti questi elementi mettono in chiaro che le scuole comunitarie in questo paese, non solo hanno molti problemi ha raggiungere lo standard minimo di istruzione attraverso sufficienti insegnanti o attrezzature adatte, ma, in aggiunta, in moltissimi casi non sono in grado di funzionare come spazio idoneo per affrontare problemi sociali come la salute e il genere.

Abbiamo detto che spesso la scuola è uno spazio in cui la violenza si verifica, ma siamo convinti che sia anche uno spazio in cui l’educazione alla non violenza e le azioni per prevenirla possono e dovrebbero essere implementate. La scuola è il luogo o l’ambiente in cui gli studenti apprendono la loro identità di genere, le relazioni sociali, i valori normativi e più semplicemente quali sono le cose da fare e da non fare.

Pertanto, nel suo secondo anno di vita, il progetto “Migliorare la qualità dell’educazione di base” è stato rimodellato sulla base di una più dettagliata analisi del contesto e dei dati ottenuti nel 2020. Ad oggi il suo obiettivo non è solo quello di migliorare l’educazione di base e di promuovere lo sviluppo della prima infanzia nelle due scuole di Dhading a Bhojpur, ma di farlo garantendo un pari accesso all’istruzione di qualità a ragazze e ragazzi e riducendo la violenza di genere e gli stereotipi che la generano dentro e fuori la scuola.

Secondo i dati raccolti dall’UNESCO, il numero di bambini e adolescenti nel mondo che non frequentano la scuola è sceso drasticamente dall’inizio degli anni 2000. I maggiori progressi sono stati raggiunti proprio nel campo della parità di genere, in particolare nell’istruzione primaria. Anche i governi hanno aumentato gli sforzi per misurare i risultati dell’apprendimento attraverso valutazioni nazionali e internazionali, utilizzandole per garantire che tutti i bambini ricevano la qualità dell’istruzione a loro promessa. Tuttavia, nonostante tutti questi progressi, anni di monitoraggio continuano a mostrare risultati sconfortanti e le forti disparità rimangono in quasi un terzo dei paesi in cui è stato possibile raccogliere dati. Il Nepal è uno di questi e noi continueremo a fare del nostro meglio perché anche i bambini e le bambine di questo meraviglioso paese possano accedere all’educazione e alle opportunità che si meritano

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