UNA MANO PER IL NEPAL

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Una Mano Per il Nepal è il blog dell’associazione Apeiron Onlus, impegnata dal 1997 a migliorare le condizioni di vita delle donne, in Nepal e non solo. Sul nostro blog leggerai storie e racconti del nostro lavoro quotidiano.

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Il volontariato indiretto, linfa vitale per Apeiron

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Pubblicato il
30 Luglio 2020

Oggi diamo voce ad un gruppo davvero in gamba di volontarie, che noi chiamiamo “indirette”. Perché si chiamano così? Sul nostro sito abbiamo definito con questo nome quei volontari che, non potendo attivarsi sul territorio, preferiscono prestare servizio “dietro le quinte”, dedicando il proprio tempo da remoto a traduzioni, modifiche grafiche, inserimento di dati, etc.

Per la stragrande maggioranza le nostre “volontarie indirette” sono donne, under 35, dall’ottima formazione universitaria che stanno muovendo i primi importanti passi nel mondo del lavoro, spesso a livello internazionale.

Sono una risorsa di cui andiamo molto fiere e per questo desideriamo condividere con tutti voi le loro testimonianze!

Come hai conosciuto Apeiron? Cosa ti ha spinto a candidarti come volontaria?

Ilaria: “Tornata da esperienze all’estero volevo continuare a contribuire alla cooperazione in modo volontario. Con una rapida ricerca ho scoperto Apeiron, che -valore aggiunto- ha una sede a Cesena, vicino a dove abito. Approfondendo, ho prontamente capito che target, obiettivi e metodi dei progetti mi rispecchiavano.”

Greta: “Ho conosciuto Apeiron grazie a Ayni Cooperazione, e ho inviato la mia candidatura per una delle posizioni disponibili come volontaria da remoto. Quando mi sono candidata cercavo un modo per mettere a disposizione le mie competenze (soprattutto linguistiche, ma mi ero offerta di occuparmi di data entry e social media), in un momento in cui la ricerca di lavoro era particolarmente frustrante”

Rachele: “Desiderosa di fare un’esperienza di volontariato, mi sono imbattuta nel sito Ayni Cooperazione e ho scoperto di poter dare il mio contributo anche da remoto, soluzione per me ideale per poter conciliare i miei impegni di studio e lavoro. Tra le diverse associazioni, Apeiron mi ha sin da subito incuriosito per la sua mission: stare al fianco delle donne del Nepal, contribuendo al women empowerment. Inoltre, la mia formazione universitaria da traduttrice poteva essere finalmente messa al prova e usata per una buona causa.”

Veronica: “Ho conosciuto Apeiron per puro caso tramite il sito di Ayni Cooperazione.  Adoro fare volontariato nelle sue forme più disparate e quando ho letto del progetto di Apeiron a Kathmandu me ne sono innamorata immediatamente. Ho un master in diritti umani, una grandissima passione per l’Asia e qualche esperienza nel settore, in più in quel momento stavo ancora cercando lavoro quindi mi sono detta: “Perché no?” Sembrava fatto su misura per me!”

Silvia: “Ho conosciuto Apeiron come associazione durante il periodo di quarantena tramite la piattaforma Ayni cooperazione, sul cui sito web erano riportati annunci di collaborazione volontaria con diverse associazioni. Essendo una traduttrice freelance e avendo una forte passione per il mondo del non profit e della cooperazione, ho deciso di dedicarmi al volontariato da remoto”

Lucrezia: “Ho conosciuto Apeiron tramite Ayni Cooperazione. Ero alla ricerca di un lavoro e nel frattempo ho deciso di fare del volontariato online. Ho scelto Apeiron perché sto cercando di costruire la mia carriera nel mondo della cooperazione internazionale, e Apeiron lavora con alcune delle tematiche che mi stanno più a cuore e sulle quali vorrei specializzarmi: i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, e lo sviluppo sostenibile.”

Michela: “Ho conosciuto Apeiron via internet. Stavo cercando un’attività di volontariato compatibile con i miei impegni e continui spostamenti: in Apeiron ho trovato un’opportunità per potermi impegnare nel sociale e organizzarmi in modo autonomo, mettendo anche a frutto in maniera alternativa le mie competenze linguistiche/lavorative.”

Marialuciana: “Tempo fa ho frequentato un campo di volontariato e quella esperienza è indelebile nella mia mente e nel mio cuore. Purtroppo, successivamente, per via degli impegni sempre maggiori, non ho avuto più la possibilità di partecipare ad un campo. Così, volendo replicare in qualche modo la piacevole esperienza, ho iniziato a cercare qualche opzione sul web che mi consentisse di dare il mio contributo seppur online. Quando ho scoperto la realtà di Apeiron e mi sono documentata a riguardo ho capito che era quella giusta.”

 

Quali attività hai svolto principalmente? Come ti sei sentita mentre dedicavi il tuo tempo ad Apeiron?

Ilaria: “Ho tradotto principalmente informazioni sui bambini sostenuti a distanza. Ho avuto la fortuna di visitare anche CASANepal durante un viaggio e questo mi ha reso più vicina e empatica. Tradurre i documenti mi incuriosisce sempre molto, permettendomi di aprirmi a realtà da me poco conosciute”.

Greta: “Mi sono occupata di traduzioni italiano-inglese e inglese-italiano di articoli, report e storie provenienti dal Nepal. Mi è piaciuto molto, e ho imparato  cose che non sapevo. Il Nepal e il lavoro con le donne, combinazione!, sono entrambi mio oggetto di interesse da sempre, ed è stato bello avere l’opportunità di avvicinarmisi.”

Rachele: “Ho svolto traduzioni da e verso l’inglese di report e di casi di bambini sostenuti a distanza. Per me sin dall’inizio è stata una bellissima e stimolante esperienza, che mi ha permesso di dare un piccolo sguardo ad una realtà fisicamente lontana come quella del Nepal e mi ha permesso di arricchire anche il mio vocabolario di inglese. La cosa a cui sicuramente è giusto dare rilevanza è che ogni compito svolto mi fa sentire più vicina alla causa fondante dell’associazione e in cui io stessa credo.”

Elisa: “Ho svolto attività da traduttrice e attività grafiche, di modifica di immagini e loghi. Mentre lavoravo  per Apeiron mi sono sentita parte di un mondo totalmente distante dal mio e, soprattutto traducendo gli aggiornamenti dei bambini, ho sentito queste storie molto vicine a me.”

Veronica: “Ho svolto principalmente due attività: traduzione dall’inglese all’italiano e dei piccoli montaggi video. Amo dedicare il mio tempo libero ad attività che mi fanno sentire parte di qualcosa ben più grande di me, sapere che quel tempo non sarà sprecato perché servirà ad aiutare qualcuno. Lo slogan di Apeiron dice già tutto: La mano che dà non torna mai vuota.”

Silvia: “La mia mansione è la traduzione dei report e di post relativi alle attività svolte da Apeiron in Nepal. Dare un contributo, seppur minimo, è una soddisfazione che gratifica. La mia passione per il non profit mi ha dato un forte impulso a collaborare con loro ed è un modo per interfacciarsi con realtà fisicamente distanti dalla nostra.”

Lucrezia: “Ho svolto principalmente attività di traduzione e di grafica. Soprattutto traducendo i progetti sul campo mi sono sentita di avere fatto la scelta giusta, e sono convinta che fare volontariato per Apeiron sia stata un’ottima scelta.”

Marialuciana: “Ho svolto per lo più attività di traduzione dei report dei bambini nepalesi. E’ bellissimo poter leggere le loro storie ed i loro piccoli ma fondamentali progressi e sapere che quei report verranno consegnati a coloro che danno la possibilità a quei bambini di studiare e avere un percorso di crescita sano.”

Cosa apprezzi principalmente del lavoro e dei progetti di Apeiron?

Ilaria: “Innanzitutto mi sembra fondamentale il contributo di Apeiron in Nepal nel supporto alle donne con vissuti di violenza, apprezzo la modalità olistica di riabilitare e rendere indipendente gradualmente la persona. Sono molto contenta che l’expertise sia stata tramandata allo staff nepalese. Ho apprezzato moltissimo l’impegno in contesti locali italiani, con il nuovo progetto su Cesena”.

Greta: “Il Nepal mi ha sempre affascinato. In aggiunta, per interesse personale, ho seguito vari corsi sull’empowerment femminile, la violenza di genere, l’inclusione delle donne, e quindi apprezzo particolarmente i progetti di Apeiron sulle donne nei villaggi (in particolare i progetti collegati al Chhaupadi).”

Rachele: “Del lavoro e dei progetti apprezzo soprattutto la disponibilità e l’entusiasmo che hanno sempre dimostrato le persone di Apeiron con cui ho interagito. Le iniziative proposte sono davvero molto interessanti e penso siano un ottimo modo per stare dalle parte delle donne e contribuire pertanto alla mission dell’Ong.”

Veronica: “Penso che sia importantissimo formare e sensibilizzare le donne nepalesi su vari argomenti, in modo che loro stesse possano essere protagoniste del proprio cambiamento. Apeiron dà a queste donne un’opportunità concreta ed è questa la cosa più bella. Immagino Casa Nepal come una grande famiglia e spero di poterla visitare prima o poi.”

Silvia: “I progetti di Apeiron in Nepal sono di fondamentale importanza per le donne vittime di violenza di genere, donne che in alcune società sono marginalizzate e abbandonate anche dalle famiglie di origine. Sapere che c’è qualcuno disposte ad aiutarle e progetti specifici volti al loro reinserimento è un segnale di cambiamento, è giusto che la società inizi ad essere più consapevole di ciò che accade intorno ad essa.”

Lucrezia: “Apprezzo il fatto che siano chiari e concreti. A differenza di molte altre associazioni, Apeiron è trasparente sui suoi obiettivi e sul modo di raggiungerli, e si impegna per un modello di sviluppo locale e sostenibile. Credo che ciò si rifletta anche nel modo in cui vengono trattati i volontari: sempre amichevolmente e con gentilezza, senza mettere pressione e tenendo conto del tempo altrui.”

Michela: “Fare volontariato “online” e’ sicuramente diverso: non si tocca con mano la realtà “altra”, manca il contatto umano e non ci si relaziona con le persone a cui si dedica il proprio tempo. Per questo l’attività può’ sembrare a tratti un po’ noiosa o fine a se stessa. Tuttavia, sono convinta che a volte basti anche una sola parola per toccare il cuore delle persone: tradurre in più lingue i racconti, le testimonianze e gli obiettivi in corso diventa quindi fondamentale per una maggiore sensibilizzazione del pubblico!”

Marialuciana: “Quello che mi ha colpita subito di Apeiron è la sua mission: condividere un mondo dove donne ed uomini abbiano pari dignità ed opportunità. Lavorare per l’indipendenza e l’autodeterminazione di queste donne è fondamentale non solo per loro stesse, ma anche per gli adulti che saranno domani i loro bambini.”

 

Pensi che l’attività di volontariato svolta per Apeiron possa aiutarti per il tuo futuro?

Greta: “Non sono certa avrà delle conseguenze dirette sulle mie possibilità lavorative future, ma è stata un’esperienza molto positiva per la mia formazione, che mi ha permesso di conoscere una realtà diversa da quella in cui lavoro al momento e in cui lavoravo quando ho iniziato. Perciò mi sento di dire di sì, come qualunque esperienza di volontariato svolta con positività, ha sicuramente – già nel presente – avuto un impatto su di me.”

Rachele: “Senza alcun dubbio  ritengo che questa attività di volontariato possa aiutarmi in futuro, perché essenzialmente mi permette ogni volta di affinare le mie tecniche in qualità di traduttore. La mia referente mi ha sempre dato fiducia e ha sempre creduto nelle mie potenzialità, e sappiamo che, ai giorni nostri, è difficile ricevere attenzioni nel mondo del lavoro quando si é giovani, desiderosi di mettersi alla prova, ma con poca esperienza sul campo.”

Elisa: “Penso che l’attività svolta mi stia arricchendo principalmente dal punto di vista umano, ma mi permette anche di mettere in pratica competenze di lingua e di grafica, ampliando ulteriormente le mie conoscenze.”

Veronica: “Sicuramente donando il proprio tempo per un’attività di volontariato come questa si dimostra l’amore disinteressato per il prossimo e, nel mio caso, la passione per questo settore in cui spero di proseguire la mia carriera.”

Silvia: “Il mio contributo è sicuramente utile per il mio futuro. Tradurre report e documenti relativi alla condizione di vita di alcune donne e ai progetti di Apeiron mi ha aperto gli occhi su una realtà così distante da me e mi ha permesso di comprendere come lavora lo staff sul posto. Avendo una laurea magistrale in Cooperazione e un anno di servizio civile in un ente anti-tratta come operatrice, mi piacerebbe tornare a lavorare in questo settore e dedicarmi a donne vittime di tratta/di violenza di genere.”

Lucrezia: “Credo che l’attività di volontariato con Apeiron sia utile per il mio futuro perché mi ha permesso di comprendere meglio la situazione delle donne in Nepal, e mi ha aiutata a creare nuovi contatti che potrebbero eventualmente essere utili nel mio futuro professionale. ”

Michela: “Penso sia proprio vero che si prova più gioia nel dare che nel ricevere: la lettura delle testimonianze e dei progetti in corso mi apre ogni volta la mente su quanto siamo tutti uguali e al contempo così diversi, in relazione alla parte di mondo a cui apparteniamo. Ritengo questa attività importante per maturare una maggiore coscienza critica, ma, soprattutto, per poter razionalizzare i problemi della vita quotidiana.”

Marialuciana: “L’attività svolta per Apeiron mi consente di contribuire ad un progetto in cui credo, davvero con un minimo sforzo oltretutto. Oltre a questo – che già da solo sarebbe un motivo sufficiente – attraverso le attività di traduzione tengo allenato anche il mio inglese!”

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