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Hinduisti e buddhisti, una convivenza possibile in Nepal

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Pubblicato il
25 Agosto 2019

Anche in Nepal la religione è quella cosa che tutto guida e tutto coinvolge.
Pur convivendo in Nepal più religioni, quella ufficiale e prevalente è la religione Hindu, che permea le giornate e la vita tutta dei nepalesi.
Migliaia di divinità compongono il pantheon hinduista, anche se le divinità più amate sono Shiva, Vishnu, Ganesh, Parvati (Kali) e anche qualche divinità della tradizione Tantrica e Newari.
E’ un po come se ognuno si scegliesse la divinità che più gli piace e che più gli si confà e a questa dedica quindi puja giornaliere dove vengono offerti fiori, incenso, riso, acqua, fuoco e polveri colorate. Tutto questo senza però mai dimenticare del tutto le altre divinità.

Nulla è lasciato al caso. Ogni offerta, ogni singolo gesto ha un profondo significato destinato a placare, onorare e gratificare la divinità.

Di molte tradizione l’origine si perde nella notte dei tempi, ma il tramandarle di generazione in generazione ha fatto sì che ancora oggi siano più vive che mai.
La più “cruente” tradizione hinduista convive da secoli con la più “morbida” tradizione buddhista: insieme hanno dato vita alla forma tantrica, che permette ad una bambina buddhista di andare ad incarnare una feroce divinità induista come la Dea Durga, attraverso la Kumari della quale vi abbiamo parlato qualche tempo fa in questo articolo.

Con la generosità e la tolleranza che molte volte contraddistingue il popolo nepalese, infatti, sono stati accolti gli esuli tibetani in fuga dalla invasione cinese del 1959. Questa grande comunità ha trovato il suo posto e una nuova serenità intorno allo stupa di Boudhanath, convivendo con grande armonia anche con le più differenti tradizioni hinduiste.

La condivisione e la tolleranza ha permesso che tradizioni e simboli come lo stupa e le bandiere di preghiera siano ormai diventate parte e di utilizzo di entrambe le religioni.

Una persona a me molto cara, di etnia sherpa e quindi di religione buddhista rispose, ormai tanti anni fa, alla mia domanda di come potesse un buddhista compassionevole come lui vivere in un quartiere abitato esclusivamente da hinduisti con tradizioni più “cruenti” delle sue in questo modo:
“Come potrei continuare a sviluppare la compassione e la tolleranza cercando di diventare una persona migliore vivendo solo con chi la pensa e vive come me?”

Che queste parole possano essere di ispirazione e ci possano fare riflettere su come le religioni e le diversità dovrebbero unire ed arricchire  i popoli e non dividerli come purtroppo molte volte succede.

Loredana

A proposito dell'autore
Loredana Jametti è Presidente di Apeiron dal 2017. Viaggia in Nepal ogni anno ed ha un forte legame con la comunità tibetana.

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