UNA MANO PER IL NEPAL

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Una Mano Per il Nepal è il blog dell’associazione Apeiron ODV, impegnata dal 1996 a migliorare le condizioni di vita delle donne, in Nepal e in Italia. Sul nostro blog leggerai storie e racconti del nostro lavoro quotidiano.

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Fare di una crisi un’opportunità

Essere una madre single, sopravvissuta a violenze di genere in Nepal non è un’impresa facile. Se ci si aggiunge poi un lockdown generale che impedisce di recarsi al lavoro e guadagnare ciò che è necessario per sopravvivere, diventa quasi impossibile prendersi cura dei propri figli e di sé stessi. Sfortunatamente però, nel 2020 questa è diventata una storia molto comune nel paese Himalayano e, per come la conosciamo noi, è anche la storia di Pramila (nome di fantasia).

Pramila è una giovane donna single che, come tante altre donne in questo paese, ha dovuto affrontare gli abusi e le violenze da parte di coloro, che pur essendole vicino, non hanno saputo rispettarla o considerarla alla pari di ogni altro membro della comunità in quanto donna. Dopo essere riuscita ad allontanarsi da una realtà piena di sofferenza e grazie alla permanenza in una delle strutture protette gestite da Apeiron in Nepal, ha finalmente trovato una sistemazione per sé e per i suoi tre figli ed un lavoro salariato quotidianamente che le permettesse di nutrirli.

Ma ahimè questa serenità ritrovata è stata interrotta nuovamente dall’esplodere della pandemia mondiale di COVID-19 e dalla decisione del governo di indire un blocco totale delle attività e della possibilità di muoversi per il paese per contenerne la diffusione. Oltre ad aver perso il lavoro, Pramila ha avuto la terribile sfortuna di trovarsi lontano da casa nel momento in cui è entrato in vigore il lockdown del paese. Persa ogni possibilità di utilizzare un mezzo pubblico, ha affrontato una lunga giornata di cammino per poter raggiungere la piccola stanza dove figli e nonna erano rimasti ad aspettarla. I risparmi messi da parte non hanno tardato ad esaurirsi e rimanere bloccata tra le mura di una singola stanza con i suoi tre bambini, senza la possibilità di mandarli a scuola e di procurargli cibo a sufficienza, le hanno presto generato uno stato di ansia e depressione.

Un giorno però, tutto questo è cambiato, Pramila ha ricevuto una chiamata dallo staff di Apeiron, che le ha proposto di accedere al fondo flessibile stanziato per questa emergenza in collaborazione con diversi partner con cui Apeiron lavora da anni. Indescrivibile sono state la felicità e la gratitudine della giovane donna dopo aver realizzato ciò che le era appena stato offerto e di essersi resa conto di avere nuovamente la possibilità di crearsi una vita più stabile e più sicura.

In particolare, Pramila ha potuto accedere al fondo flessibile reso disponibile dal progetto ONESpot di Apeiron, finanziato da New Life For Children in collaborazione con la Fondazione Patrizio Paoletti. ONESpot è stato avviato nel 2019 con lo scopo di assicurare a bambini e giovani, figli delle ospiti di CASANepal o delle altre strutture protette per donne sopravvissute a violenze, un effettivo ed efficace reinserimento nel tessuto sociale al termine del percorso riabilitativo e formativo seguito nelle strutture, attraverso azioni di educazione, socializzazione, formazione e assistenza medico-sanitaria.

Questo supporto prevede diversi tipi di attività, tra cui la copertura sia delle spese scolastiche sia di quelle extrascolastiche di base, come le spese mediche o l’acquisto di abiti decorosi o il necessario per arredare la stanza in affitto. Inoltre, grazie alla lunga esperienza dei formatori della Fondazione Patrizio Paoletti, il progetto fornisce un percorso di formazione pedagogica per gli operatori di Apeiron e di altre associazioni locali per aumentare l’efficacia del loro intervento e contribuire allo sviluppo di nuove competenze nella relazione d’aiuto.

Normalmente, la responsabile locale di ONESpot, in stretto contatto con gli operatori delle strutture protette che segnalano i nuclei mamma-figlio a cui destinare il supporto, si occupa di elaborare un piano di visite per quelle case in cui un aiuto di questa portata possa essere necessario. Durante questi incontri, viene illustrato il programma ONESpot alle famiglie e, inoltre, viene fornito loro un insegnamento sulle corrette misure igieniche e alimentari. La risposta a questo servizio è sempre stata molto positiva, famiglie e bambini hanno spesso condiviso con i nostri operatori un’immensa riconoscenza per essere stati inclusi in questo progetto e noi abbiamo osservato come queste pratiche abbiano effettivamente contribuito alla diminuzione del tasso di abbandono della scuola d’obbligo tra i partecipanti, favorendo quindi il miglioramento della loro istruzione e il loro inserimento all’interno della società.

A causa del blocco nazionale e della chiusura delle scuole a partire da marzo 2020 però, è diventato impossibile pianificare molte di queste attività e abbiamo dovuto trovare un sistema differente per riuscire a garantire questo tipo di supporto a chi ne aveva più bisogno. Dopo una valutazione telefonica da parte del nostro staff, sono stati individuati trenta beneficiari bisognosi, tra cui anche la nostra Pramila, i quali avevano subito forti contrazioni di reddito in seguito all’evolversi della pandemia e all’entrata in vigore delle misure restrittive governative. Grazie ai fondi ricevuti hanno potuto acquistare alimenti indispensabili come verdure, olio e sale, ma anche far fronte alle spese mediche e a quelle dei prodotti igienico-sanitari necessari.

Attraverso il monitoraggio per via telefonica, facilitato anche dalla collaborazione della direzione scolastica degli istituti in cui sono iscritti i minori partecipanti al programma, siamo riusciti ad avere una panoramica dettagliata sullo stato di salute, di nutrizione e di educazione dei bambini e sulle necessità mediche delle famiglie. In questo modo non solo abbiamo potuto individuare i loro bisogni specifici e intervenire dove fosse necessario, ma abbiamo garantito un servizio con una frequenza ben maggiore di quando veniva svolto di persona!

In tutti questi mesi, in cui sembrava che non fosse più possibile svolgere normalmente le nostre attività di supporto, siamo in realtà riusciti a fare moltissimo. Oltre al supporto finanziario del fondo flessibile, abbiamo creato un sistema di assistenza telefonica regolare, grazie alla quale sono state disseminate informazioni importantissime e individuati i soggetti che avevano bisogno di un aiuto.

Alimentazione. Con l’ausilio dell’infermiera di CASANepal abbiamo potuto definire quali tra i bambini beneficiari avessero problemi di nutrizione e risultassero quindi sottopeso o sovrappeso. A questo proposito le famiglie sono state educate a cucinare il cibo in modo salutare, a puntare su di una dieta equilibrata, a praticare attività fisica e a mantenere il sonno adeguato e regolare. Hanno quindi appreso l’importanza di una corretta alimentazione e di uno stile di vita sano. Ci hanno infine rivelato di aver notato evidenti cambiamenti nella crescita dei propri figli.

Sanità. Diverse donne, ognuna per un motivo differente, hanno potuto permettersi l’assistenza medica di cui avevano bisogno grazie all’intervento di Apeiron. Dopo aver comunicato il proprio stato di salute tramite le telefonate previste dal progetto ONESpot, hanno tutte ricevuto i trattamenti e le medicine di cui necessitavano e sono ora sane o in via di guarigione.

Covid-19. Inoltre, attraverso le chiamate di monitoraggio è stato fornito un ulteriore servizio. Sono state regolarmente condivise informazioni sulla situazione pandemica globale, sulle misure preventive da attuare per le malattie stagionali e su come comportarsi per limitare i rischi di contrarre il virus di covid-19.

Insomma, l’aumento dei monitoraggi telefonici ha contribuito a creare un mezzo sicuro di comunicazione e un canale che i beneficiari hanno potuto usare per condividere apertamente i propri sentimenti, i propri problemi e le proprie paure durante questi mesi di pandemia globale. Molti genitori hanno voluto condividere con noi il modo in cui, grazie anche alle indicazioni fornitegli, coinvolgono i figli nelle attività domestiche, trascorrendo del tempo di qualità con loro e insegnandogli pratiche utili per la vita di tutti i giorni. Dalla crisi che ci stava circondando, si è così creata un’opportunità, un nuovo metodo di affrontare il momento del bisogno e di essere più vicini e presenti per tutte queste persone.

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