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Una Mano Per il Nepal è il blog dell’associazione Apeiron ODV, impegnata dal 1996 a migliorare le condizioni di vita delle donne, in Nepal e in Italia. Sul nostro blog leggerai storie e racconti del nostro lavoro quotidiano.

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Educazione a rischio in Nepal: gli effetti indesiderati del COVID-19

Tra gli effetti più devastanti generati dal COVID-19 in Nepal è impossibile non notare l’aumento evidente della povertà estrema e un’impennata della disoccupazione, causata dal blocco di molti lavori giornalieri “a chiamata” che costituiscono la normalità per la maggior parte della popolazione. Ci sono tuttavia alcuni aspetti indiretti e meno visibili che rischiano di minare il futuro delle giovani generazioni e che rendono ancora più difficile il lavoro che Apeiron porta avanti da vent’anni nel piccolo Stato himalayano per contrastare la disuguaglianza di genere. 

In Nepal, infatti, durante l’emergenza sanitaria l’accesso all’istruzione di migliaia di bambine e ragazze ha subito una forte battuta d’arresto. Con le famiglie in gravi difficoltà economiche, molte studentesse non hanno potuto concentrarsi sui loro studi durante la pandemia, poiché dovevano aiutare nelle faccende domestiche e non avevano sempre accesso alla tecnologia per l’apprendimento a distanza.

Migliaia di studenti hanno visto i lori esami annullati ad aprile, quando solitamente termina l’anno scolastico in Nepal. Non solo, per molti di loro non è stato possibile possibile usare piattaforme digitali per seguire le lezioni, dato che in Nepal non è così semplice avere una buona connessione internet e ancora migliaia di studenti vivono in zone remote non prive di energia elettrica e di conseguenza senza wifi. 

Diverse scuole si sono affidate a programmi di apprendimento “a distanza” forniti attraverso le radio locali, ma diventa in questo modo difficile se non impossibile seguire con costanza e profitto le lezioni, senza la possibilità di un confronto con insegnanti e compagni di scuola. Non tutte le famiglie nepalesi, specie fuori da Kathmandu, possiedono una radio e ancora di meno solo le famiglie che hanno più di un telefono cellulare: molti genitori sono troppo poveri per poterselo permettere.

Inutile dire che in questa situazione ragazzi e ragazze non sono stati trattati allo stesso modo e non hanno avuto le stesse opportunità di recuperare i mesi di scuola persi: ormai risulta evidente agli esperti che in Nepal le ricadute economiche causate dalla pandemia non faranno che aggravare le iniquità esistenti e aumentare le lacune accademiche tra maschi e femmine.

“Anche se i miei genitori mi incoraggiano a concentrarmi sui miei studi, faccio molta fatica perché dovrei anche cucinare, pulire e fare da babysitter al mio fratellino. Trascorro più tempo nelle faccende domestiche che nello studio ”, ha detto una delle studentesse intervistate in un recente articolo pubblicato sul Kathmandu Post. “E poi c’è stato un problema finanziario a casa, per cui, a volte, per la preoccupazione non riesco a concentrarmi sui miei studi”.

A livello globale, la Banca mondiale ha stimato che 1,6 miliardi di bambini siano usciti dal circuito educativo durante lo scoppio dell’emergenza sanitaria mondiale, di cui 111 milioni di ragazze nei paesi meno sviluppati del mondo. Studi condotti dall’UNESCO e dall’UNDP hanno affermato che l’incertezza finanziaria scatenata dal Covid-19 può portare a stretto giro le ragazze a essere spinte verso matrimoni precoci, lavoro minorile, tratta di esseri umani, violenza sessuale e altre forme di sfruttamento.

Secondo l’articolo pubblicato sul Kathmandu Post, da un sondaggio effettuato da una NGO che si occupa di istruzione il 16% delle ragazze ha già smesso di studiare a casa a causa della mancanza di accesso alle risorse digitali e della loro incapacità di chiedere aiuto agli insegnanti.

Durante la pandemia, anche i progetti educativi di Apeiron sono stati fortemente colpiti e messa a dura prova la loro tenuta di fronte al lock-down totale, che impediva da una parte allo staff di raggiungere le comunità supportate dall’associazione, dall’altra agli stessi studenti di andare a scuola.

La coordinatrice dei progetti educativi in Nepal ha seguito instancabilmente a distanza tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti sostenuti attraverso il sostegno a distanza e dagli altri progetti educativi per monitorare da vicino le condizioni famigliari. Abbiamo anche offerto ad alcuni di loro un supporto economico, per evitare che la condizione di povertà estrema della famiglia di appartenenza peggiorasse ulteriormente.

La maggioranza dei minori coinvolti nei nostri progetti, purtroppo, vive in condizioni davvero molto umili, tanto che per i giovani studenti e studentesse non è stato possibile seguire regolarmente le lezioni.

“Il governo non dovrebbe tenere l’istruzione in isolamento. Se le comunità emarginate non ottengono aiuti finanziari dal governo, il numero di ragazze che abbandonano la scuola aumenterà sicuramente dopo la pandemia”, ha affermato Basudev Kafle, professore presso l’Università Tribhuvan, che ha effettuato una ricerca sull’istruzione scolastica.

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