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Donne e innovazione | Luisa Spagnoli

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Scritto da
Pubblicato il
15 Giugno 2022
Commenti 2

Quante volte abbiamo gustato i “Baci Perugina” leggendo il cartiglio di carta sottile dove l’amore si unisce alla dolcezza del cioccolato?

Chi avrà mai avuto l’idea di realizzare questa prelibatezza?

Luisa Spagnoli, nota soprattutto per la moda femminile, è stata un’imprenditrice innovativa e filantropa, che ha saputo coniugare la crescita della sua azienda al benessere dei suoi dipendenti. Un esempio di coraggio, determinazione e creatività.

Leggiamo allora la sua storia.

Buona lettura!

Emanuela Caccia

Un bacio è un apostrofo rosa tra le parole “t’amo”.

(E. Rostand)

Amate, amate, tutto il resto è nulla.

(La Fontaine)

Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.

(Aristotele)

Lasciarsi, è tutto quanto sappiamo del paradiso, e quanto ci basta dell’inferno.

(E. Dickinson)

La storia di Luisa Spagnoli

Luisa, poco più che ventunenne, sposa Annibale Spagnoli. I due rilevano una drogheria e, subito dopo, cominciano a produrre confetti. Dal loro matrimonio nascono tre figli.
Nel 1907, insieme a Francesco Buitoni e Leone Ascoli, apre una piccola azienda con sede nel centro storico di Perugia, la Perugina, con quindici dipendenti. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale a mandar avanti la fabbrica rimane solo la signora Spagnoli con i figli Mario e Aldo; alla fine della guerra la Perugina è già una manifattura con più di cento dipendenti.
Nel 1923 Annibale Spagnoli si ritira dall’azienda a causa di attriti interni. Si data qui l’inizio della storia d’amore tra Luisa e Giovanni Buitoni, figlio del socio Francesco. Poche le testimonianze e i ricordi delle persone più vicine alla coppia che parlano di un legame profondo ma riservato: i due non andranno mai a vivere insieme. Per Luisa, ormai nel consiglio di amministrazione della Perugina, inizia anche l’impegno per la costruzione di strutture sociali che migliorino la vita dei dipendenti: fonda per esempio l’asilo nido dello stabilimento di Fontivegge (considerato il più avanzato d’Europa nel settore dolciario).

Ma non si ferma qui: inventa il famoso cioccolatino “Bacio Perugina”.
Si dice che il Bacio sia nato dall’idea di Luisa Spagnoli di impastare, con altro cioccolato, i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei dolciumi. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l’immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera, fu battezzato per questo “Cazzotto”.

Giovanni Buitoni, contemporaneamente amministratore delegato della Perugina e presidente della Buitoni, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare denominati “cazzotto”, volle ribattezzarli con un nome più adatto. Nacque così il “Bacio” Perugina. I primi cartigli apparvero negli anni Trenta, anche se Federico Seneca, l’allora direttore artistico dell’azienda, non li ritenne inizialmente romantici come quelli che conosciamo oggi.

Una versione più romantica riguardo la nascita dei bigliettini racconta che Luisa avesse l’abitudine di scrivere brevi messaggi al suo amante Giovanni Buitoni, avvolgendoli attorno ai cioccolatini che poi gli mandava perché li controllasse. Pare che Federico Seneca ispirandosi alla suddetta inconfessata storia d’amore volle legare per sempre questo dolce pensiero al cioccolatino. Ancora oggi tra il cioccolatino e l’incarto argentato troviamo ancora un messaggio scritto in varie lingue!

Alla fine della Prima guerra mondiale, si lanciò anche in una nuova impresa: l’allevamento del pollame e dei conigli d’angora. I conigli non vengono uccisi e neanche tosati, ma amorevolmente pettinati per ricavare la lana d’angora per i filati. Nasce, nel sobborgo di Santa Lucia, l’Angora Spagnoli per le creazioni di scialli, boleri e indumenti alla moda. La segnalazione alla Fiera di Milano come “ottimi prodotti” spinge Luisa a moltiplicare gli sforzi: sono 8.000 gli allevatori che mandano a Perugia per posta il pelo pettinato via da almeno duecentocinquantamila conigli.
Luisa non riuscirà a vedere il vero decollo dell’azienda che inizierà circa quattro anni dopo sotto la guida del figlio Mario. Le viene diagnosticato un tumore alla gola. Giovanni Buitoni la trasferisce a Parigi per garantirle le migliori cure e rimane con lei fino alla sua morte, avvenuta nel 1935 all’età di quasi 58 anni.
I figli di Luisa seguirono le orme materne, infatti, nel periodo di difficoltà, gli Spagnoli regalarono ai loro operai per Natale maglie, calze. Si presero cura dei loro dipendenti costruendo casette a schiera, una piscina, asili nido per i figli, e promuovendo balli, partite di calcio, gare, feste.

Fonte Wikipedia

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I commenti dovranno essere approvati prima della pubblicazione.

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Commenti (2)
  • Giuliana

    Grazie!
    Non conoscevo la storia di questa donna!
    Conosco i negozi di Luisa Spagnoli.
    Ma è stata e rimarrà sempre una “Grande donna”

    • Grazie Giuliana, è stata una vera sorpresa anche per noi apprendere che mente eclettica e creativa fosse! Lei e le altre donne raccontate nel blog sono di grande ispirazione per tutt* noi.