UNA MANO PER IL NEPAL

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Una Mano Per il Nepal è il blog dell’associazione Apeiron ODV, impegnata dal 1996 a migliorare le condizioni di vita delle donne, in Nepal e in Italia. Sul nostro blog leggerai storie e racconti del nostro lavoro quotidiano.

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Riunione delle donne residenti

CASANepal e Sindhuli, luoghi sicuri per ricostruire la speranza delle donne

Le strutture protette di Apeiron

CASANepal e Sindhuli sono due progetti di Apeiron, nati rispettivamente nel 2007 e nel 2016, con lo scopo di accogliere e assistere tante delle moltissime donne in Nepal sopravvissute a violenze di genere, e i figli che hanno a carico. Dai dati raccolti a fine 2020 e inizio 2021, la maggior parte delle ospiti sono ragazze giovanissime, sotto la soglia dei 30 anni, che hanno subito per lo più abusi psicologici ed emotivi, stupri o violenza fisica all’interno del proprio ambiente famigliare.

Apeiron cerca attraverso queste strutture di fornire un rifugio sicuro e dei servizi di assistenza, riabilitazione e formazione a tutte le residenti, in modo da poter avvicinarsi al raggiungimento degli obiettivi principali di questo progetto:

la diminuzione della violenza di genere, la creazione di nuove opportunità per donne e ragazze vittime di violenze e il raggiungimento dell’indipendenza economica per le donne.

Funzionamento delle case sicure

L’intero progetto si svolge in modo olistico per attuare, con il massimo sforzo possibile, il massimo impatto sulle donne.

Le residenti beneficiarie vengono selezionate da tutta la nazione su indicazione di altre strutture protette, delle municipalità, della Commissione nazionale delle donne, della polizia e delle altre ONG. Una volta entrate nel percorso, le sopravvissute hanno a disposizione numerosi servizi ideati specificatamente per loro, compresi i corsi di formazione per lo sviluppo di competenze utili al reinserimento sociale che vengono organizzati ed implementati in coordinamento con diversi istituti di formazione governativi e privati. Vengono loro assicurati tre pasti al giorno, il cui menù è stilato durante le riunioni settimanali tra residenti e il personale, e alimenti supplementari per i bambini e le donne incinte. Ma più di ogni altra cosa, viene fornito a tutte loro un ambiente tranquillo, sano e sicuro, dove possano dimenticare le proprie sofferenze, ritrovare una dimensione famigliare e rafforzare il senso di sorellanza con le molte altre donne con cui condividono un’esperienza simile.

Inoltre viene assicurato che durante la loro permanenza ognuna di loro abbia l’opportunità di migliorare la conoscenza dei propri diritti e dei servizi legali disponibili al fine di evitare il ripetersi delle violenze. Per un approfondimento rispetto alla metodologia di Apeiron e al Case Management Protocol di CASANepal, visita la nostra pagina dedicata su https://apeironitalia.it/project/casa-nepal/.

Servizi offerti

Come abbiamo detto, le strutture di CASANepal e Sindhuli non si limitano a fornire servizi residenziali alle loro ospiti ma, al contrario, offrono loro la possibilità di partecipare a numerose e diversificate attività studiate appositamente perché gli obiettivi fondamentali del progetto possano essere raggiunti. Ecco qui, dunque, un piccolo riassunto di ciò che succede all’interno dei rifugi di Apeiron:

  • Attività socio-economiche

Ognuna delle donne residenti ha accesso ad una formazione professionale per sviluppare le proprie competenze. Esse vengono indirizzate in seguito ad una valutazione dei singoli casi e guidate nella loro formazione dal personale della casa. Inoltre, una volta completato questo percorso, lo stesso personale assiste le residenti nella ricerca di opportunità di lavoro o nell’avvio della propria attività di microimpresa.

Negli scorsi trimestri, a CASANepal 20 donne ospiti di entrambe le case hanno ricevuto una formazione professionale, 19 di loro hanno imparato a cucire, mentre una residente ha completato l’addestramento per diventare guardia di sicurezza. Abbiamo inoltre in programma nei prossimi semestri di visitare diversi istituti di formazione a Sindhuli per esplorare nuove ed interessanti opzioni per le donne ospiti.

  • Assistenza sanitaria

In base alle linee guida del centro servizi del governo nepalese ad ogni residente viene fornito un controllo sanitario regolare. A CASANepal questo controllo è effettuato dall’infermiera interna, che raccoglie le informazioni mediche necessarie delle sopravvissute e dei loro figli, e ne fa una prima valutazione. Dopodiché, coloro che necessitano di cure ulteriori vengono portate al Mulpani Health Post, mentre i casi più complessi che necessitano un trattamento medico specifico vengono indirizzati a diversi ospedali.

A Sindhuli, invece, la maggior parte dei casi vengono trattati dall’One Stop Crisis Management Center (OCMC), centro istituito dal Ministero della Salute e della Popolazione in alcuni ospedali nepalesi per fornire supporto integrato alle donne vittime di violenza di genere.

  • Salute mentale e supporto psicosociale

Sempre secondo il protocollo di gestione della casa, ogni residente ha diritto ad una consulenza psicosociale, in particolare dovrebbe ricevere almeno quattro consulenze individuali più altre consulenze ad hoc in base alle esigenze specifiche durante il proprio soggiorno. Al fine di fornire questo servizio, le case rifugio hanno assunto delle psicologhe qualificate (full time a CASANepal e part-time a Sindhuli), responsabili delle sessioni di consulenza e della documentazione di fascicoli personali per ognuna delle residenti.

Le sessioni assumono forme diverse, in base alle esigenze delle ospiti. Le più comuni sono sicuramente la terapia di conversazione, l’ascolto empatico, l’incoraggiamento, l’osservazione e il supporto emotivo, la modifica comportamentale, ma anche le classi dinamiche di gruppo.

  • Attività ricreative/terapeutiche/di educazione non formale (NFE)

L’obiettivo principale delle attività svolte all’interno delle case è quello di coinvolgere le sopravvissute, aiutandole a superare lo stress a e il trauma di ciò che hanno vissuto, ma cercando allo stesso tempo di migliorare le loro abilità matematiche, di alfabetizzazione o le loro capacità di vita quotidiana. Alcune di queste attività comprendono:

  1. Sessioni di sensibilizzazione su diversi temi, quali la salute personale o la prevenzione e risposta alla violenza di genere.
  2. Sessioni per lo sviluppo di abilità per la vita quotidiana (cd Life Skills), che al momento vengono implementate solamente a CASANepal, attraverso il progetto “Education for All(+)”, ma che speriamo di estendere presto anche a Sindhuli.
  3. Attività di formazione per lavorare a maglia, formazione alle pulizie, creazione di manufatti artigianali in plastica riciclata, produzione di incenso, giardinaggio, produzione di candele ecc., così come attività terapeutiche. Queste attività offrono alle residenti un’opportunità di imparare a lavorare in team e le aiutano inoltre ad accrescere le proprie competenze per potersi guadagnare da vivere.
  4. Infine, abbiamo in programma di attivare a breve dei servizi educativi non formali (NFE) per tutte le donne residenti, per poter imparare a scrivere il proprio nome, usare i numeri e le lettere inglesi e nepalesi.
  • Assistenza all’infanzia e all’istruzione

Il progetto delle case sicure è ideato per offrire anche ai figli delle donne residenti le migliori opportunità mentre alloggiano nelle case. Ciò significa quindi dare loro uno spazio sicuro in cui vivere, un’istruzione, dei servizi sanitari e la possibilità di partecipare ad altre attività di svago.

A questo proposito, CASANepal ha istituito al suo interno un proprio centro per lo sviluppo della prima infanzia (ECD), gestito da insegnanti e dalle madri dei bambini che vengono assunte a rotazione. In questo modo viene insegnato loro come prendersi cura di sé e dei bambini, della loro igiene e degli spazi in cui stanno. Inoltre, in questo modo viene data loro la possibilità di guadagnare dei soldi propri con cui poter iniziare a costruirsi una propria vita.

  • Servizi di reinserimento

Ultimo, ma non meno importante, è il piano di reinserimento che viene elaborato con le residenti dopo il loro ingresso nel rifugio. Una volta che l’ospite viene ritenuta pronta a concludere il proprio soggiorno nella casa e ricevuti tutti i servizi di cui aveva bisogno, lo staff la accompagna nel percorso di reinserimento in famiglia e nella propria comunità. Ma ciò non viene fatto prima di aver accertato e di avere la garanzia che la donna e i suoi figli possano tornare alla propria vita in completa sicurezza.

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